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lunedì 28 gennaio 2008

LERCARA FRIDDI: UNA SICILIA CHE TI COLPISCE AL CUORE

Lercara Friddi, a 660 metri s.l.m. sulla direttrice Palermo-Agrigento, viene fondata nel 1605 dal nobile spagnolo Baldassarre Gomez de Amescua presso il feudo Friddi.



Accovacciata sulle pendici del Monte Lanzone e nella zona collinare che separa i bacini del Fiume Torto e del Fiume Platani, si trova in una zona meravigliosa fra le città di Palermo ed Agrigento. Straordinari i monumenti fra cui si deve dar risalto alla Chiesa Madre da poco restaurata, alla Chiesa intitolata a San Giuseppe con l'adiacente Collegio di Maria, alla settecentesca Chiesa di San Matteo o del Purgatorio e agli svariati palazzi signorili edificati tra il XVIII ed il XIX secolo. Importantissimo centro minerario per l'estrazione dello zolfo, Lercara Friddi, conobbe agli inizi del secolo una forte espansione economica che purtroppo trova il suo epilogo con la fine della seconda guerra mondiale: forte è la concorrenza di altri siti siciliani e scarse le strutture viarie. Originario del ridente paese siciliano era anche il padre di Frank Sinatra ed il famigerato Luky Luciano, notissimo gangster malavitoso.
Ma oggi Lercara Friddi è altro. E' il sapore di una Sicilia nuova e tutta da scoprire,... una Sicilia che non solo non dimentica le sue radici, ma che ha saputo trovare un giusto equilibrio tra progresso ed armonia, fra globalizzazione e tradizione, in cui la qualità della vita è straordinaria!
Un sapore che sa di antico nell'ascoltare le voci dei commercianti al mattino che gridano pubblicizzando le proprie merci, o nell'assorbire il profumo di pane fatto con la semola e il sesamo fuori dai vecchi forni; sapore che non viene meno gironzolando fra le varie attività commerciali dove piccole bottegucce ricche di prodotti tradizionali si affiancano a negozi di calzature dell'ultima generazione. Contrasti difficili da spiegare che si respirano velocemente in una terra che ha tantissimo da raccontare.
Non di rado si vedono ragazzotti con il naso attaccato alle carrozzerie di modernissime automobili, mentre uno dei pochi vecchi contadini passa loro accanto, di ritorno dalla campagna, cavalcando un mulo: spettacoli dei quali possiamo ancora fruire passeggiando tra le stradine o lungo il Corso Giulio Sartorio.
Lercara Friddi, ci offre ancora una Sicilia vera e vitale, e il miglior modo per viverla è di affittare una piccola casettina in uno dei vicoletti e di parlare con la gente...

lunedì 21 gennaio 2008

PORTOVENERE: LA MUSA DEI POETI

Portovenere vista dall'Isola della Palmaria.

Piccolo borgo magico e unico, Portovenere ha antichissimi natali: le sue origini risalgono addirittura al IV secolo a.C., anche se le prime datazioni hanno data intorno al 161 d.C. Il suo nome si tuffa nella leggenda: Venere nata dallla spuma del mare, si appoggia delicatamente sul faraglione dove in seguito venne costruito un tempio a lei dedicato,... già nella notte dei tempi Portovenere era considerato un luogo particolare e romantico. Intorno all'anno 1000 , sulle fondamenta dell'antico tempio viene costruita la Chiesa di San Pietro, un gioiello nel gioiello, ancora scelta indiscussa di giovani sposi provenienti da tutto il mondo. Sulla parte destra dell'Altare, una piccola porticina conduce ad un terrazzino a picco sul mare dove, in inverno quando il mare è in tempesta, si gode uno spettacolo assolutamente unico. Sulla sinistra, invece, in uno spazio minuto quasi impercettibile a prima vista, la testimonianza di chi è rimasto colpito dal fascino del luogo: bigliettini scritti in tutte le lingue, orecchini, braccialiettini in gomma, fotografie, monetine... modestissimi oggetti posti sul marmo come a lasciare di se una piccola impronta.

Da un'altra terrazza sul tetto di San Pietro si ammira il panorama marino a 360°, e sotto, nel porticato le finestre degli innamorati dove spesso le coppie si baciano sperando nel buon auspicio.
Scendendo la scalinata si ha davvero l'imbarazzo della scelta su dove fermare l'attenzione e non a caso turisti e viaggiatori si perdono in numerose soste per non perdere quella magia. Sulla sinistra ancora squarci di mare e poi la scalinata che porta alla Cala dell'Arpaia dove si trova la grotta di Byron: la storia vuole che il poeta amasse soffermarsi per scrivere le sue opere e solo ad un primo sguardo si intuisce quale possa essere stata la fonte dell'ispirazione di tanta elegia. Dall'alto il Castello Doria, una fra le più imponenti fortificazioni militari della Repubblica di Genova, domina incontrastato sulla sua altura rocciosa: di fronte l'arcipelago spezzino con la Palmaria, il Tino e il Tinetto.
Delizioso il porticciolo dove è possibile ormeggiare gustandosi lo spettacolo unico delle case colorate lungo la passeggiata a mare; ottimi i ristorantini di pesce e specialità locali, come la focaccia dolce e salata. Nella piccola spiaggetta di sabbia giallina, spesso d'inverno si possono ammirare favolose sculture di rena, seduti comodamente su una delle panchine coccolate da una pinetina. Per chi possiede una barca, o la noleggia sul posto, consiglio di fare il bagno vicino ai mitilai indossando maschera e pinne: sarà una delle nuotate più suggestive mai fatte.
Portovenere si può raggiungere facilmente con una strada da La Spezia (SP 530) e in estate con barconi e battelli. L'Autostrada non ci arriva direttamente ma l'uscita consigliata è La Spezia-Santo Stefano Magra (A15 e A12).

domenica 20 gennaio 2008

UNA COSTA LUNGA UN SOGNO


Un ultimo lembo di spiaggia bassa e sabbiosa, incorniciata dalla maestosità delle Alpi Apuane, fa del litorale di Marinella di Sarzana un qualcosa di spettacolare: dalla costa morbida e ondulata, orlata da pinete secolari, dove anche le scogliere frangiflutti hanno dell'inusitato... blocchi di candido marmo bianco di Carrara spiccano sul mare limpido e argenteo.
Se d'inverno sono principalmente gli apuani a lasciare le impronte sulla rena umida, in estate è un brulicare di colori e di voci: ampia e ben tenuta l'estesa spiaggia libera attrezzata, intervallata ogni tanto da qualche stabilimento privato.

La riva prosegue in linea retta per formare poi una leggera insenatura all'altezza di Fiumaretta, località sulla foce sinistra del fiume Magra. L'acqua è pulita e la protezione offerta dal Monte Caprione, in simbiosi con una ventilazione costante, ne fanno il paradiso per chi pratica il wind-surf o la vela; ottimi i percorsi con la canoa, sia lungo la costa marina che lungo il fiume, navigabile per un lungo tratto. Ed è dalla riva opposta che il litorale si alza diventando roccioso, regalando al prezioso paese di Bocca di Magra un porticciolo ingrandito e ben curato. Questa è una zona particolare e meravigliosa e per questo inserita nel Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra, un'area naturalistica con paesaggi molto piacevoli e rilassanti. Pini e cespugli di ginestre vestono le altezze che si interrompono in incantevoli insenature come Tellaro e Fiascherino, piccoli borghi di pescatori dalla magia tutta propria.

Risalendo il Monte Caprione, per raggiungere Montemarcello, paesino dai delicatissimi passaggi, si incontra Punta Bianca, così chiamata per il candore delle rocce raggiungibile solo a piedi o con la barca; dal paese, invece un percorso consigliato solo a consolidati camminatori, che porta ad una delle spiagge italiane più belle: Punta Corvo. Il mare è talmente
limpido che a pochi metri dalla riva si può ammirare il fondale roccioso. La passeggia, segnata dalla presenza dei pini e dei profumi delle ginestre e dei cespugli di timo e lenisco si può raggiungere solo in barca o a piedi lungo un sentiero impegnativo di oltre 700 gradini e pendii ripidi.


a sinistra: panorama della costa con vista su Monte Marcello; la spiaggia richiama il litorale dell'alta Toscana con sabbia e fondale sabbioso, circondata da pinete secolari.


Le barche partono ogni trenta minuti da Bocca di Magra e Fiumaretta: lungo un tragitto di circa 15 minuti si può ammirare il parco secolare del Monastero di Santa Croce del Corvo dove ancora si conserva un Crocifisso ligneo risalente al 1100 d.C.
Davvero infinite le insenature, gli squarci di bellezza, i porticcioli e le spettacolarità da visitare: da Lerici con il suo castello a Tellaro, San Terenzo a Mare, Portovenere, l'Isola della Palmaria, il Tino e il Tinetto a formare il delizioso arcipelago del golfo spezzino. Da qui moltissimi i traghetti per raggiungere via mare le 5 Terre, assolutamente immancabili nel bagaglio di turisti e viaggiatori. Località distinte ma concatenate l'una all'altra da vera e propria avvenenza e grandiosità... in un viaggio che ha solo del sogno.